Era il 1943 e l’Italia era occupata dalla Germania nazista. Le forze alleate tentarono a più riprese di liberare il Paese. Secondo quanto raccolto dai servizi segreti degli alleati, a San Giovanni Rotondo era nascosto un deposito di munizioni tedesche. In quel piccolo paese del gargano viveva nel convento dei frati minori cappuccini padre Pio da Pietrelcina che si dall’inizio della guerra assicurava tutti: “nessuna bomba toccherà San Giovanni Rotondo”. La forza dell’aeronautica statunitense, la 15th AirForce attivata il 1 Novembre del 1943 a Tunisi nel “Mediterranean Theater of Operation” come forza aerea strategica, aveva formato delle basi a Foggia e disponeva di fortezze volanti come i B-24 e e B-17. Questi aerei partivano per arrivare anche fino nel sud della Francia, Germania e Polonia. Uno di questi obiettivi era il deposito di san Giovanni Rotondo.
Leggi anche: EMERGENZA UCRAINA. AIUTIAMO CHI AIUTA.
Ma nei cieli del gargano accadeva qualcosa di particolare. Un pilota non potè compiere la missione. Non riuscì a sganciare delle bombe su San Giovanni Rotondo. In cielo appariva un frate ed il velivolo faceva in modo del tutto autonomo una virata verso la direzione del campo base, impedendo al piloti di agire sui comandi. Rientrato alla base il pilota andò in infermeria sotto osservazione per “sovraffaticamento”. Partirono altre missioni. Ma tutte ebbero lo stesso identico risultato. I piloti erano sotto choc. Nei cieli c’era un frate che allargava le braccia e non gli permetteva di sganciare le bombe. Il generale comandante fece partire delle indagini.
I militari americani scoprirono che sul gargano viveva Padre Pio, un frate che portava sul suo corpo le stigmate. Decisero di andare a San Giovanni Rotondo e quando arrivarono nel convento dei Cappuccini fu subito chiaro che quel frate che era apparso numerose volte nei cieli era proprio quel frate che i militari avevano di fronte a loro. Erano tutti increduli. Molti di loro si convertirono al cattolicesimo.
Nel 1945 molti soldati americani ed inglesi presenti in quei luoghi parteciparono con devozione a molte liturgie e celebrazioni ecclesiastiche di Padre Pio con un forte sentimento e profonda fede.
Caro devoto, cara devota, è questo lo slogan che accompagna in questi giorni l’associazione Devoti di Padre Pio, in prima linea per far fronte ai vari bisogni dei profughi che giungono dall’Ucraina. Se vuoi, anche tu, nel tuo piccolo ci puoi dare una mano. Abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Associazione Devoti di Padre Pio
IBAN IT10Y0501804000000016956443
causale: Emergenza Ucraina