Lucia Fiorentino nacque a San Giovanni Rotondo il 20 giugno 1889.  Avrebbe desiderato consacrarsi a Dio nella vita religiosa, ma si opposero i genitori. Fu una delle prime figlie spirituali di Padre Pio. Lo incotrò per la prima volta a fine luglio 1916. Da quell’anno fu una delle animatrici del gruppo di quelle anime pie, assetate di perfezione, che si raccolsero intorno a padre Pio. Per ordine dei suoi direttori scrisse un Diario. La prima parte, che descriveva
il suo itinerario spirituale dal 1916 al 1923 non è stata rintracciata; mentre la seconda, che abbraccia gli anni 1923 1932, è stata pubblicata assieme ad alcuni cenni autobiografici stesi nel 1929.
In questi scritti Lucia si rivela un’anima d’intensa vita spirituale, adornata di grazie straordinarie ed anche di carismi mistici. La sofferenza fu una delle note caratteristiche della sua spiritualità. Nei suoi scritti non mancano accenni importanti su padre Pio.

Dopo essersi offerta vittima per l’apostolato di padre Pio, morì a San Giovanni Rotondo il 16 febbraio 1934. 

Nei cenni autobiografici, scritti nel 1929, Lucia racconta che nel 1906 ebbe una “visione immaginaria”, come essa la chiama: “vidi nella visione un albero di smisurata grandezza nell’atrio del nostro convento dei cappuccini e sentii una voce che mi diceva: “Questo è il simbolo di un’anima che ora è lontana e verrà qui; farà tanto bene in questo paese… Sarà forte e ben radicata come quest’albero e tutte le anime che verranno sia di qui come da lontano se si rifugeranno all’ombra di quest’albero, saranno liberate dal male (ossia chi verrà da questo degno sacerdote per averne lume e trovare perdono e rimedio alle proprie colpe). Se si umilieranno, da questo degno sacerdote riceveranno consigli e frutti di vita eterna. E guai a coloro che disprezzeranno i suoi consigli, il suo modo di agire, il Signore li punirà severamente in questa e nell’altra vita. La sua missione si estenderà da per tutto il mondo e molti verranno a rifugiarsi all’ombra di questo mistico albero per avere frutti di grazia e di perdono“. Quel grande albero era Padre Pio

Racconta inoltre che nel mese di luglio 1919 il superiore del convento diede la possibilità a tutte le sue prime figlie di riavere la cura spirituale del Padre ed essere dirette da lui nella via dello spirito: “il mio turno cadeva ogni dieci o quindici giorni. Così io potevo avere 10 minuti di tempo per parlare col Padre delle cose necessarie riguardanti l’anima mia. Oh, mio Dio, che farmaco potente era la direzione del Padre!

Del “fitto scambio di lettere” non ci restano che sei. Le altre scomparvero per un gesto di Lucia che, giudicandolo dal lato umano, diremmo inconsulto. Scrive nel Diario, in data 26 agosto 1923: “Stamattina ho offerto un sacrificio a Gesù: ho bruciato tante lettere di corrispondenza spirituale che serbavo con affetto santo; mi sono distaccata, e così mi sento più libera. Dio
solo è il padrone del mio cuore”.