Fra Pio da Pietrelcina giunse a Sant’Elia a Pianisi il 25 gennaio 1904 per continuare gli studi ginnasiali e liceali.

ll convento di Sant’Elia Pianisi, dopo quello di San Giovanni Rotondo è stato il luogo che ha ospitato più a lungo padre Pio, quasi quattro anni, salvo alcuni mesi trascorsi nel vicino convento di San Marco la Catola e pochi giorni nel convento di Campobasso.

Chi frequentava il convento notava in lui qualcosa che lo distingueva dagli altri chierici: “mortificato, raccolto ed in silenzio”; non c’era pericolo che dicesse una parola non necessaria. Affabile, molto alla mano senza destare soggezione; era bello di volto e di compostezza”. Prendeva parte con fraterna giovialità alle comuni ricreazioni, alle passeggiate settimanali e alle gite scolastiche.

La cella di fra Pio

In questo periodo il Signore favorì fra Pio di “celesti visioni” come lui scrisse, anche per sollevarlo del “martirio assai doloroso degli scrupoli”, incominciati verso i 18 anni, quando si trovava a Sant’Elia Pianisi e in seguito anche a San Marco la Catola ed anche altrove. In una notte d’estate del 1905 gli accade un “fatto strano che raccontò lui stesso. In una notte d’estate, dopo il mattutino, era nella sua cella in preghiera, quando tutto ad un tratto dalla porta entrò un grosso cane nero, che cacciava fumo dalla bocca ed aveva un forte odore di zolfo. Il cane quasi avventandosi verso di lui gli disse “è isso. è isso” (è lui, è lui). In un attimo il cane balzò sul davanzale della finestra per lanciarsi e comparire. Nello stesso convento gli accadde un “fatto insolito“. Scrisse al suo direttore che il 18 gennaio 1905, mentre era in coro, si ritrovò in una casa signorile di Udine dove mentre il padre moriva, una bimba nasceva. Fu la prima bilocazione di Padre Pio. In quella casa gli apparve la Madonna che gli affidava la piccola creatura Giovanna Rizzani.

Convento di Sant’Elia a Pianisi ai tempi di Padre Pio

Il 27 gennaio 1907 fra Pio, inginocchiato, dinanzi all’altare maggiore, rinnovò la sua volontà di offerta a Dio, emettendo i tre voti di obbedienza, povertà e castità in modo irrevocabile.